Il fascino discreto dei test genealogici

Questo il titolo di un’intervista che mi ha fatto Rita Charbonnier(*) (che ringrazio), pubblicata oggi sul suo sito.

Dei test genealogici parlo anche a pag. 96-97 del mio libro in relazione al loro uso nella giustizia penale, e della loro evoluzione verso un test globale di “affinità genetica”:

A questo punto l’attribuzione etnica di un soggetto sconfina nell’attribuzione famigliare. Concettualmente, questi due livelli di “imparentamento”, quello che si realizza attraverso una genealogia nota e quello che si realizza attraverso l’appartenenza ad un gruppo etnico definito non sono diversi: ciascuno di noi è strettamente imparentato (geneticamente affine) con i familiari di primo grado, lo è meno con i familiari di secondo grado e così via, ma nelle popolazioni umane stabili raramente il livello medio di parentela fra individui “non imparentati” è più basso di quello dei cugini terzi.

Questa è stata la base dell’individuazione di un altro serial killer, che aveva commesso numerosi orrendi crimini in California fra il 1976 e il 1986. In questo caso, il profilo genetico ad alta risoluzione (SNP) del criminale ottenuto dalle scene dei crimini è stato confrontato con quelli di GEDmatch, un database di circa 1 milione di profili DNA di utenti che hanno firmato la liberatoria per l’uso dei propri dati. La ricerca ha così identificato un cugino di terzo grado del killer; ne è seguita una meticolosa ricerca (cinque investigatori impegnati per quattro mesi a ricostruire genealogie, nome per nome, esaminando i registri dei censimenti, i necrologi dei giornali, le tombe dei cimiteri, ecc.), per ricostruire l’intera genealogia a partire dall’antenato comune vissuto ai primi del 1800.

Uno dei rami finalmente condusse ad un ex-poliziotto in pensione di 72 anni che stava tranquillamente vivendo il suo ritiro: il suo DNA, estratto da un oggetto da lui maneggiato, coincideva con quello del killer, e il riscontro è stato poi confermato da un test del DNA standard; Joseph James DeAngelo Jr., il presunto killer, è stato arrestato a Citrus Heights (California) il 24 aprile 2018.

Un articolo che riassume i numerosi altri esempi di uso del test genealogico nelle indagini penali e ne esamina le implicazioni etiche è il seguente:

Solana Lund, Ethical Implications of Forensic Genealogy in Criminal Cases, 13 J. Bus. Entrepreneurship & L. 185 (2020)

(*) Rita Charbonnier è giornalista e scrittrice, oltre che attrice e sceneggiatrice. Il suo ultimo romanzo è Figlia del cuore (Marcos y Marcos 2020). Il suo blog contiene oltre 400 articoli su vari argomenti, fra i quali il tema della “Famiglia” assume un ruolo preminente.

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